Alla scoperta dei giardini di Palermo: villa Giulia

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I giardini di Palermo sono una delizia turistica che vale la pena di scoprire, anche se spesso sono sconosciuti agli stessi siciliani. A colpire, in particolare, è la varietà della vegetazione che li contraddistingue, che è il frutto delle condizioni climatiche decisamente favorevoli che caratterizzano il contesto ambientale. Il Giardino Inglese, Villa Giulia e Villa Trabia possono essere considerati i giardini più celebri e più apprezzati del capoluogo siciliano.

In particolare è la Pubblica Villa Giulia a rendere i giardini di Palermo una preziosa attrazione turistica: di recente è stata oggetto di restauro, con interventi che hanno riguardato le tante fontane presenti, ma il suo impianto geometrico è rimasto intatto ed è rimasto lo stesso da quando è stato progettato e messo a punto, nella seconda metà del XVIII secolo. Lo spettacolo che offre è a dir poco scenografico, anche per i numerosi riferimenti culturali e simbolici che può vantare. Anche Goethe ebbe modo di visitare questo giardino della villa progettata da Nicolò Palma, e fu sorpreso nel notare una straordinaria quantità di essenze che non aveva mai visto in precedenza, definite dallo scrittore tedesco come strani alberi del tutto ignoti a lui.

I giardini di Palermo: Villa Giulia e il suo simbolismo

villa giulia palermoUn disegno geometrico, insomma, è quel che rende così unico il parco di Villa Giulia e lo pone al livello più elevato tra tutti i giardini di Palermo. In origine, era dotato di quattro ingressi, ognuno dei quali realizzato in corrispondenza di un punto cardinale, e ancora adesso i suoi percorsi interni sono ripartiti da diagonali e assi che compongono un impianto quadrato sulla base di una serrata logica geometrica. I riferimenti cosmogonici che si possono intuire e cogliere, magari con l’aiuto di una guida turistica, sono molteplici: l’obiettivo, in sostanza, era quello di attribuire alla natura un disegno geometrico per permetterle di diventare un tramite della configurazione di un ordine cosmico in terra.

Chiaramente, tutti gli alberi non sono che dei simboli del legame tra il cielo e la terra, e quindi della possibilità per l’uomo di toccare il divino. Nel giardino delle esperidi si possono osservare salici, pippi e olmi, mentre l’Orto Botanico che sorge di fianco alla villa è un vero e proprio ricettacolo di specie differenti: in questo caso il giardino fu realizzato per scopi prettamente didattici e scientifici, e sono molte le specie vegetali rare in cui ci si può imbattere, anche se il vero punto di interesse è un ficus magnolioides secolare.

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