Orchidee, che passione!

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Le orchidee sono tra i fiori più affascinanti ed eleganti a cui si possa ricorrere per impreziosire ed arricchire un giardino. Ma quali sono gli accorgimenti da mettere in pratica per curarle e farle proliferare nel miglior modo possibile? In primo luogo, è bene sapere che l’habitat che prediligono è di tipo tropicale: ciò vuol dire che è necessario ricreare un ambiente luminoso e caratterizzato da un microclima umido e piuttosto caldo. In linea di massima, sarebbe meglio non esporre questi fiori alla luce diretta: quindi, se se ne ha l’opportunità, la soluzione più adeguata sarebbe quella di metterli all’ombra di un albero o sotto una tettoia. Attenzione, però, ad evitare gli eccessi opposti, nel senso che sono sconsigliate le zone contraddistinte da una illuminazione troppo scarsa. Nel caso in cui dalla pianta non sboccino fiori, pertanto, è bene verificare il grado di luminosità a disposizione; se l’assenza di luce è notevole, c’è il rischio che dallo stelo si stacchino le foglie.

Per quel che riguarda le annaffiature, occorre sapere che devono essere diverse rispetto a quelle delle altre piante: in sostanza, una quantità di acqua eccessiva sarebbe dannosa, così come si potrebbe riorchid-1345159_960_720velare pericoloso un getto troppo forte. Ecco perché gli esperti raccomandano di munirsi di un nebulizzatore e di spruzzare l’acqua solo quando è veramente necessario.

Se si è alle prese con delle orchidee di piccole dimensioni, si può pensare di collocarle all’interno di un vaso forato in plastica, per poi immergerle dentro un catino a bagnomaria: l’acqua del catino deve essere a temperatura ambiente. La pianta va lasciata in tale posizione fino a quando il terreno non raggiunge il grado di umidità che si desidera. In qualsiasi caso, è indispensabile verificare che il terreno in superficie non sia bagnato al tatto.

Infine, non bisogna dimenticare che le orchidee sono piante epifite: ciò vuol dire che, a differenza di quel che accade con le altre piante, le loro radici trovano spazio soprattutto negli interstizi tra un ramo e l’altro, nei punti in cui vanno a depositarsi i materiali in decomposizione, con i quali poi le piante si nutrono. Per questo serve un terreno soffice.

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