Coltivare l’aglio per le sue proprietà terapeutiche

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L’aglio è una bulbosa dai mille pregi. Lo sapevi? L’aglio era tenuto in grande considerazione dagli antichi Egizi che ne conoscevano le qualità terapeutiche, arrivando ad annoverarlo fra le piante sacre. Per i Romani e i Greci, invece, era un alimento da tenere alla larga dalle tavole; a causa dell’odore che riesce ad inculcare al sudore, all’alito e ai gas intestinali.

Come coltivare l’aglio: periodi, terreno, mantenimento

L’aglio si pianta in autunno o in primavera interrando i bulbetti, con la punta rivolta verso l’alto. È l’unico metodo di propagazione possibile, perché i suoi fiori e semi sono sterili. I periodi più adatti sono: fine novembreprimi di dicembre per l’autunno e fine febbraio – marzo in primavera. Dovrai essere attento nella selezione dei bulbilli, perché saranno loro a trasmettere la discendenza alle future piante e, conseguentemente, le caratteristiche di resistenza alle malattie e quelle qualitative.

Dovrai interrare i bulbilli ad una profondità di 2-4 cm, mantenendo una distanza sulla fila di 10-15 cm. Tra le file, invece, dovrai considerare una distanza di 20-30 cm. Ricordati che se deciderai di ricorrere alla consociazione dovrai aumentare la distanza tra le file. Per la consociazione stessa ricordati che l’aglio ama la compagnia di lamponi, cipolle, barbabietole, fragole, zucchine, lattuga, pomodori, camomilla e rose. Mentre non gradisce la vicinanza di fagioli, cavoli e piselli.

Il terreno ideale per l’aglio è quello sciolto e ben drenato perché i ristagni d’acqua gli sono fatali. Una reazione neutra o leggermente alcalina sarebbe l’ideale. Lo puoi anche piantare in vasi piuttosto capienti, rispettando le stesse distanze previste per il pieno campo. Per la coltivazione in vaso dovrai stare attento alle innaffiature, abbiamo già parlato di quanto pericolosi siano i ristagni d’acqua per questa bulbosa.

L’aglio ama le zone temperate, ma sopporta bene anche la collina e in montagna gli è sufficiente una posizione riparata. Necessita di sole diretto che dovrai garantirgli per almeno alcune ore al giorno. Il suo fabbisogno idrico è piuttosto ridotto: limitati a bagnarlo quando il terreno è ben asciutto, lasciando passare anche una settimana fra un’irrigazione e l’altra.

La concimazione non è una voce importante per la coltivazione dell’aglio che non ha grandi esigenze in questo senso. Del buon letame maturo è l’ideale oppure dello stallatico. In alternativa concime chimico da orto, senza esagerazioni.

Dovrai recidere immediatamente gli steli fiorali, per non togliere nutrimento ai bulbi. Non appena la parte aerea dell’aglio comincia ad ingiallire dovrai sospendere le innaffiature e lasciarla seccare sul posto. A questo punto estrarrai il bulbo, lo ripulirai dal terreno, legherai insieme 9- 0 piante, a formare un mazzo, e le appenderai in un posto in ombra, ma arieggiato. In questo modo terminerai l’essiccazione e preparerai la pianta per la conservazione invernale.

Sapevi che per proteggersi dalle infezioni i medici del Medioevo imbevevano le mascherine in un succo d’aglio, prima di indossarle?

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