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Siccità in Italia: nel 2023 la situazione sembra migliorare, anche se l’emergenza non è ancora finita

L’estate 2023 è stata la più calda della storia, almeno dal momento in cui è iniziata la registrazione delle temperature nel 1880, come affermato anche dall’Ansa, e per questo motivo l’agricoltura e la popolazione ha sofferto ancora la siccità e la mancanza di acqua.

Purtroppo ormai siamo abituati da diversi anni a vedere aziende agricole in affanno nel periodo estivo e intere città o regioni che vedono disposizioni nei confronti della popolazione per contrastare lo spreco d’acqua e il suo utilizzo eccessivo con il fine di garantire il fabbisogno per le diverse esigenze.

In questo articolo cerchiamo di approfondire insieme la questione, vedendo quale sia la situazione attuale nel nostro Paese e le diverse strategie percorribili per fare in modo di contrastare questa emergenza.

La mancanza di neve durante l’inverno e le piogge torrenziali in primavera

Il surriscaldamento globale sta portando ad un cambio di rotta notevole anche sotto l’aspetto climatico. La neve in inverno cade a ritmi ridotti e, anche se durante la stagione passata moltissime località in montagna hanno potuto godere di panorami innevati, nel 2023 la neve sulle Alpi è il doppio rispetto all’anno precedente, ma la metà in relazione ai dati degli ultimi 15 anni. Di questo se ne parla in modo molto approfondito all’interno di questa pagina.

D’altro canto le piogge non sono mancate, specialmente in primavera, anche se i risultati non sono di certo incoraggianti. In Italia si sono moltiplicati i fenomeni climatici estremi che hanno portato ad uragani ed alluvioni.

Una grandissima quantità di acqua che cade in poche ore e che diventa difficile da conservare: i fiumi sono esondati e l’agricoltura ha subito ancora più danni di quelli portati dalla siccità.

La causa di tutto questo risiede nel surriscaldamento globale, che il mondo intero, o almeno l’Europa, sta cercando di contrastare con la riduzione delle emissioni e tutta quella serie di disposizioni che puntano in pochi anni ad eliminare quasi completamente l’utilizzo di combustibili fossili.

Le strategie messe in campo per contrastare la siccità in Italia per giardinaggio e agricoltura

Sensibilizzazione ed educazione all’ambiente sono le parole più utilizzate in questo periodo. Educare le persone a ridurre i propri consumi d’acqua può fare la differenza nel preservare le scorte, anche se non sempre i risultati si ottengono in pochi giorni.

Alcune aziende specialistiche del giardinaggio sono arrivate a progettate anche dei giardini senz’acqua definiti Dry Garden: attraverso questa tipologia di giardino si può mantenere uno spazio verde senza dover intaccare le riserve idriche.

Dall’altra parte l’agricoltura e le politiche agricole stanno facendo la loro parte in quanto il settore è uno dei principali responsabili del consumo di acqua in Italia. La promozione di coltivazioni con piante molto resistenti alla siccità, l’utilizzo di sistemi di irrigazione tecnologici che permettono di risparmiare sull’acqua e le tecniche di agricoltura di precisione sono di certo degli strumenti molto utili.

Inoltre notiamo che, a seguito del DM del 2 maggio del 2006, stanno prendendo sempre più piede i sistemi di recupero e depurazione delle acque reflue, in particolar modo a livello industriale e agricolo. Si tratta di appositi depuratori che permettono di rendere nuovamente utilizzabili le acque urbane, domestiche e industriali piuttosto che scaricarle direttamente in mare.

Moltissime attività hanno quindi iniziato ad adottare impianti di questo tipo. Se siete interessati a comprenderne meglio il funzionamento, vi suggeriamo di visitare anche la pagina relativa all’impianto depurazione acque reflue sul sito web dorabaltea.com.

Come potrete approfondire nel dettaglio, il trattamento delle acque reflue che possono essere riutilizzate nelle pulizie stradali, nell’irrigazione dei campi e nelle pulizie di tipo industriale permette di sfruttare grandi scorte piuttosto che disperderle in mare. La conseguenza immediata è la conservazione delle scorte per uso civile e domestico, facendo così in modo che i settori che consumano maggiormente possano utilizzare questa formula di riciclo per alimentare e soddisfare il proprio fabbisogno.

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